Tavola dei contenuti
Oggi il mondo cerca l’evidenza razionale e storica per dimostrare la verità di una persona che proclama di essere mandato da Dio. Questi criteri supportano pienamente la verità del Nostro Santo Profeta Muhammad.
La Prova Razionale
Il pensiero razionale indica che il mondo aveva un bisogno pressante di rivelazione, di acqua dalla fonte della guida spirituale, al tempo in cui apparve il Santo Profeta. Egli condusse una vita ideale, un esempio perfetto da seguire nel futuro. Egli cominciò la sua missione in presenza di enormi difficoltà. Egli e i suoi seguaci incontrarono una forte opposizione e persecuzione. Ma venne protetto ed aiutato da Dio in modo miracoloso. Prima della sua morte la sua missione era fermamente consolidata in tutta l’Arabia e si stava velocemente espandendo in altri paesi. Egli operò miracoli. Egli predisse il futuro e le sue profezie si avverarono non solo durante la sua vita, ma continuano ad avverarsi ancora nel nostro tempo. Egli ha portato un insegnamento che ha attratto innumerevoli seguaci fin da quando è apparso. In breve, tutte le prove razionali dimostrano che la missione del Santo Profeta Muhammad veniva veramente da Dio.
La Prova Storica
C’è anche un’altra prova, quella storica, che questi nostri giorni richiedono messaggero di Dio. Un autorevole Vescovo americano della Chiesa Cattolica scrisse su una rivista di importanza nazionale che la prova della storia valida per tutti gli uomini, tutte le civiltà e tutte le età poteva applicarsi solo a Gesù perché:
“Non c’erano profezie per Budda, Muhammad o chiunque altro – eccetto che per Cristo. Gli altri sono solo arrivati e hanno detto: “Eccomi qua, credetemi”. Solo Cristo esce dalle righe e dice: La mia venuta è stata annunciata, fin nei minimi dettagli”.
Questa affermazione è chiaramente una sfida e richiede attenzione. Noi Musulmani crediamo che Gesù fosse un vero profeta di Dio. Accettiamo anche che il suo avvento sia stato preannunciato nelle precedenti scritture.
Ma che dire di Muhammad ?
Noi troviamo che l’avvento di Muhammad sia stato annunciato in termini chiari e precisi non solo da Gesù stesso, ma anche da Mosé e dagli altri profeti biblici. Infatti, da del tutte le parole da Gesù, appare che il portare la buona novella della venuta di un grande profeta fosse uno dei principali obiettivi della sua missione.
Ripetutamente Gesù ha detto di essere stato mandato in questo mondo solo per dare tanta guida quanto la gente del suo tempo potesse sopportare. E per quanto concerne il completo insegnamento che avrebbe dovuto restare per sempre con gli uomini, egli disse:
“Ma il Consolatore, cioè lo Spirito Santo, che il Padre manderà in nome mio, vi insegnerà tutte le cose e riporterà alla mente tutto, qualunque cosa io vi abbia detto.” (Giovanni 14-26)
Solo il profeta dell’Islam avrebbe potuto soddisfare questa profezia di Gesù. Muhammad fu veramente mandato in nome suo perché egli fece testimonianza della sua verità. Il Santo Corano dice:
“Il Messia, figlio di Maria, era un messaggero, sicuramente (altri) messaggeri come lui lo avevano preceduto.” (Il Santo Corano 5:76)
Il Santo Corano riporta che gli angeli dissero a Maria:
Certamente Allah ti manda buone nuove con una parola da parte Sua che il nome del Messia è Gesù, figlio di Maria, degno di rispetto in questo mondo e nell’altro. (Il Santo Corano 3:46)
Il Santo Profeta ha fatto testimonianza della verità di Gesù come un Maestro e un Profeta divino e onorato, e ha dichiarato che erano in errore e mal guidati coloro che pensarono che fosse maledetto. Il Santo Corano descrive i suoi insegnamenti come “guida e luce”.
Elaborando ulteriormente la stessa profezia, Gesù disse:
“Ciò nonostante io vi dico la verità; è un espediente per voi che io vada via: poiché, se io non me ne vado, il Consolatore non verrà da voi. E quando egli verrà, redarguirà il mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Ho ancora molte cose da dirvi, ma io non posso dirvele ora. Quando verrà lo Spirito della Verità, sarà lui che vi guiderà alla verità: poiché egli non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che udrà, … e vi annunzierà le cose a venire. Mi glorificherà: poiché egli riceverà del mio e ve lo annunzierà.” (Giovanni 16: 7-14)
Questa profezia chiaramente enuncia che
1. Il Consolatore verrà dopo la dipartita di Gesù
Quando il Consolatore verrà, egli redarguirà il
mondo riguardo al peccato, alla giustizia
e al giudizio.
3. Egli guiderà il mondo alla verità.
4. Il libro a lui rivelato non conterrà parola umana.
5. Predirà le cose che verranno.
6. Glorificherà Gesù e lo libererà da tutte le accuse.
Se noi prendiamo questa profezia punto per punto, viene assolutamente dimostrato che essa non si applica a nessun altro se non al Santo Profeta Muhammad. Egli venne dopo Gesù. Si suppone che il Consolatore avrebbe redarguito i seguaci di Gesù. Ovviamente non poteva essere un Cristiano o un Giudeo. La profezia fa certamente riferimento a uno che dovrebbe appartenere a un altro popolo, ma dovrebbe rispettare Gesù e promuoverne la riverenza. Il Santo Profeta non era né un Giudeo né un Cristiano. Era un Ismaelita. Ma difendeva l’onore di Gesù. Così dice il Corano:
“[Gli Ebrei] non l’ hanno trucidato, non l’ hanno crocifisso, ma gli era fatto apparire come se lo avessero crocifisso, e coloro che dissentono su ciò si trovano certamente in uno stato di dubbio al riguardo; essi non ne hanno una conoscenza definita, ma seguono solo una congettura; ed essi non hanno convertito la congettura in una certezza; al contrario, Allah lo ha innalzato a Lui.” (Il Sacro Corano 4:158)
Qui il Sacro Corano dice in modo specifico che Gesù fu salvato da quella maledetta morte preparata per lui dai suoi nemici. Ad ogni modo, essi hanno solo creduto di essere riusciti a crocifiggerlo. Ma Allah non solo lo ha salvato: lo ha ammesso nella cerchia dei Suoi favoriti.
Sulla promessa, “Egli vi mostrerà le cose a venire”, dobbiamo dire solo che nessun profeta ha parlato al mondo di cose a venire quanto ne ha parlato il profeta dell’Islam.
La profezia diceva che “egli non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che udrà” . Questa descrizione si può applicare solo al profeta Muhammad. Il Vecchio e il Nuovo Testamento non contengono un solo libro in cui la parola dell’uomo non sia stata mischiata con la parola di Dio. Il Corano non è altro che la parola di Dio dall’inizio alla fine. Non vi si trova neanche una parola del Profeta. Quando Pietro apparve davanti al popolo di Gerusalemme, le sue parole furono: “Uomini e confratelli, lasciate che vi parli liberamente”. Giovanni comincia una delle sue conversazioni con “Io, Giovanni, che sono vostro fratello”. Sulla stessa linea leggiamo le parole dette da Filippo, Giacomo e altri nella Bibbia.
Del Santo Profeta il Corano dice:
“Egli non parla per suo desiderio. Ciò che viene rivelato non è niente altro che rivelazione.” (Il Santo Corano 53: 4-5)
La profezia narra: “Egli vi guiderà alla Verità” . E ancora, Muhammad fu il solo profeta che rivendicò di aver portato una legge universale e perfetta.
Il Sacro Corano dice:
“Oggi Noi abbiamo perfezionato per voi la vostra religione e abbiamo reso completo il Nostro favore su di voi.” (Il Sacro Corano 5:4)
Con quanta chiarezza la profezia si è compiuta in tutti i suoi dettagli nella persona del Profeta Muhammad ! A volte viene fatto un tentativo mal riuscito di offuscare la gloria di questa meravigliosa profezia sostenendo che il Consolatore sarebbe stato lo Spirito Santo che, dopo Gesù, sarebbe venuto ai suoi discepoli. Ci si chiede come questo argomento possa essere posto in armonia col fatto che si faccia riferimento alla persona prevista nel testo con il pronome “egli”, il quale non potrebbe in modo credibile essere usato per fare riferimento a uno spirito. Inoltre , non si diceva che lo Spirito della Verità sarebbe venuto solo dopo la dipartita di Gesù? Si deve quindi accettare l’idea che lo Spirito Santo non fosse con Gesù? Ovviamente nessun credente cristiano accetterebbe questa idea. Si potrebbe anche indagare su dove sia quella verità che non si trova nel Nuovo Testamento, ma fu portata più tardi dallo Spirito Santo.
Un Profeta dai tuoi confratelli
Il fatto è che prima di Gesù lo stesso Mosé aveva predetto l’avvento di un grande profeta con parole chiare e precise. Quando Mosé salì sul monte Sinai per ordine di Dio, egli si rivolse agli Israeliti dicendo:
“Il Signore Dio Vostro farà nascere un profeta fra di voi, fra i vostri stessi confratelli, simile a me ; a lui voi dovrete dare ascolto.” (Deuteronomio 18:15)
E ancora, le parole di Dio a Mosè:
“Io farò nascere un profeta fra i loro confratelli, simile a te, e metterò nella sua bocca le mie parole ed egli dirà loro tutto ciò che gli comanderò. E verrà a succedere che , chiunque non darà ascolto alle parole che egli dirà in nome mio, io gliene chiederò conto.” (Deuteronomio 18:18-19).
E’ evidente da questi versetti che Mosè predisse l’avvento di un Profeta che portasse una Legge, il quale doveva venire dopo di lui e che doveva essere della stessa stirpe di Israele. Che egli dovesse essere il portatore di una Legge e non un comune Profeta è ovvio dedurlo dalle parole “simile a Mosè” , dal momento che egli [Mosé] era uno che aveva portato le Leggi. La promulgazione di “una nuova Legge” significa l’inizio di un nuovo movimento, di una nuova nazione. Un Profeta con una nuova Legge non è ovviamente un maestro o un riformatore comune. Egli deve presentare un insegnamento globale, che incorpori dei principi fondamentali così come le regole dettagliate.
Gesù era quel profeta? Lui era un portatore di Leggi? Egli ha portato al mondo una nuova Legge che sostituisse quella vecchia? La risposta è nelle sue stesse parole:
“Non pensate che io sia venuto a distruggere la Legge o i Profeti; non sono venuto a distruggere, ma a portare a termine . In verità io vi dico, finché ci saranno il cielo e la terra, assolutamente nulla in alcun modo cambierà nella Legge, finché tutto non si compirà. (Matteo 5: 17-18)
E i seguaci di Gesù arrivarono a dichiarare:
E la Legge non è nella fede : ma, “L’uomo che la farà, vivrà in essa. Cristo ci ha redenti dalla maledizione della legge.”(Lettera ai Galati 3:12-13)
Gesù non avanza nessuna pretesa di una nuova Legge: i suoi discepoli consideravano la Legge come una maledizione: fu il Santo Corano che annunciò fin dall’inizio che :
“Questo è il Libro (completo e perfetto), in esso non c’è nessun dubbio. E’ una regola per i giusti.” (Il Santo Corano 2:3)
Inoltre, la profezia dichiarava che il Promesso sarebbe nato non fra Israeliti, ma fra i suoi confratelli. Muhammad faceva parte dei confratelli degli Israeliti, gli Ismaeliti.
Essa diceva anche che Dio avrebbe messo le Sue parole nella sua (del Profeta) bocca. I vangeli del Nuovo Testamento non consistono di parole messe da Dio in bocca a Gesù. Ci raccontano solo la sua storia e ciò che lui e i suoi discepoli hanno detto e fatto.
D’altra parte il Santo Corano dice:
“Di’, o Muhammad, Io sono un uomo come te: solo la parola di Dio viene a me.” (Il Santo Corano 18:111)
La profezia parlava di “parole che egli dirà in nome mio.” Può sembrare strano che non ci sia un solo esempio di parole che si possa dire che Gesù abbia ricevuto da Dio con l’ordine di tramandarle. D’altra parte, il Santo Corano proclama in modo specifico di essere la parola di Dio.
Le parole del Signore hanno annunciato che il Promesso sarebbe stato un profeta. Gesù, secondo gli evangelisti cristiani, non proclamava di essere un profeta. Matteo riporta che egli chiese ai suoi discepoli:
La gente di chi dice che sia il figlio dell’uomo?
Pietro rispose che era il Cristo, il Figlio del Dio Vivente. (Matteo 16:13-16)
Così Gesù negò di essere Giovanni Battista o Elia o uno dei Profeti. Muhammad fu dichiarato non solo come un profeta, ma anche “simile a Mosé”, quando il Corano disse:
“In verità Noi ti abbiamo mandato un Messaggero, che è un testimone per te, proprio come abbiamo mandato un Messaggero al Faraone.” (Il Santo Corano 73:16)
In breve, millenovecento anni prima della venuta del profeta dell’Islam, Mosé dichiarò che la sua Legge non era, nel proposito divino, l’ultima Legge; che il mondo doveva avere in seguito una Legge più piena; e che, perciò, Dio avrebbe mandato nei giorni a venire un altro Suo Messaggero. Questo Messaggero doveva insegnare tutta la verità; era lui che doveva segnare l’ultima fase nel progresso spirituale dell’uomo. Il mondo doveva aspettare un altro Libro e un altro Profeta.
Pertanto, se il Corano e il Santo Profeta sono venuti dopo la Bibbia e dopo i Profeti Mosè e Gesù, e se essi proclamano di essere venuti da Dio come guida per l’uomo, la loro rivendicazione deve essere considerata giusta e vera. Ciò deve essere preso come il compimento di antiche profezie. La rivelazione del Corano non fu una rivelazione gratuita, una ridondanza in presenza di altre rivelazioni. In verità, se il Corano non fosse stato rivelato, le promesse fatte da Dio attraverso i Suoi Messaggeri sarebbero rimaste incompiute, e il mondo sarebbe stato afflitto dal dubbio e dall’incredulità.
Luce Divina dal Paran
Le profezie della Bibbia avevano condotto i loro seguaci dalla parte del mondo dove il grande Profeta doveva apparire. Così fu detto.
“Ed egli disse, Il Signore venne dal Sinai e salì a loro da Seir e brillò dal Monte Paran e venne con diecimila santi; nella sua mano destra aveva per loro una legge infuocata, ardente.” (Deuteronomio 33:2)
In questo passo vengono promesse a Mosè tre manifestazioni della gloria di Dio. La prima di queste apparve sul Sinai al tempo di Mosè. Passò del tempo.
La seconda manifestazione promessa nella profezia doveva avvenire a Seir, una parte del mondo dove avvennero i miracoli di Gesù. Pertanto, “salire da Seir” significava l’avvento di Gesù.
La terza manifestazione della gloria divina doveva venire dal Paran, e Paran(Faran, in arabo) è il nome delle colline che si trovano fra la Mecca, città natale di Muhammad, e Medina , la città dove egli morì. Secondo il Vecchio Testamento, Ismaele, l’antenato di Muhammad, viveva proprio in queste zone. Così nella Bibbia noi leggiamo:
“E Dio fu col ragazzo (Ismaele): ed egli crebbe, e visse nel deserto e diventò un arciere. E visse nel deserto di Paran.” (Genesi 21:20-21)
L’evidenza storica e geografica mostra che i discendenti di Abramo vivevano in Arabia. Loro tutti avevano un grande rispetto per la Mecca e la ka’aba, la casa del culto costruita da Abramo. Suo figlio Ismaele si stabilì per primo alla Mecca. Il libro della Genesi fa riferimento ai nomi dei dodici figli di Ismaele, inclusi due di nome Tema e Kedar.(Genesi 25:13-16) Ciò è ulteriormente supportato dalla testimonianza di Isaia dove leggiamo:
“Il peso dell’Arabia. Nella foresta dell’Arabia abiterete, o voi compagnie viaggianti di Dedanim. Gli abitanti della terra di Tema portavano l’acqua a colui che aveva sete, portavano il pane a colui che fuggiva. Poiché essi fuggivano dalle spade, dagli archi curvi e dall’atrocità della guerra. Perciò il Signore mi aveva detto che, nel giro di un anno, inteso come l’anno di un mercenario, tutta la gloria di Kedar sarebbe finita; e il resto degli arcieri, i potenti uomini dei figli di Kedar, sarebbero stati ridotti di numero: perché l’aveva detto il Signore Dio di Israele.” (Isaia 21:13-16)
Questo passo profetico è un’immagine della battaglia di Badr che ebbe luogo un anno dopo la migrazione del Santo Profeta dalla Mecca a Medina. In questa battaglia i figli di Kedar, il popolo della Mecca e dei territori circostanti, incapaci di opporsi, di resistere alla fierezza degli spadaccini e arcieri musulmani, subirono una disastrosa sconfitta. Dio diede a un manipolo di uomini, male armati e senza provviste, i mezzi per infliggere una tale umiliazione a un esercito comandato da generali esperti.
Le battaglie con gli abitanti della Mecca continuarono contro forze molto più numerose fino al momento in cui Muhammad entrò alla Mecca dopo una lotta durata parecchi anni. Quello fu il tempo in cui diecimila santi lo accompagnarono. Il Santo Profeta dichiarò che il messaggio di Dio era stato completato nella forma del Santo Corano. Così si compì la profezia di Mosé che il Signore avrebbe brillato dal Paran con diecimila santi, con una Legge “infuocata” nella mano destra. E così si compì anche la profezia di Gesù che lo Spirito della Verità “vi guiderà alla verità”. La Sua Legge “infuocata”, il Sacro Corano, curava tutte le impurità della carne e mutava in oro puro i cuori più grezzi.
Gesù avrebbe potuto compiere quella meravigliosa profezia? Egli non salì dal Paran: aveva solo dodici discepoli, non diecimila santi. Isaia aveva parlato di uno che sarebbe fuggito; la Migrazione di Muhammad è una parte così importante della storia musulmana che il calendario islamico comincia proprio dall’anno della migrazione.
“La Terra era piena della Sua Lode”
Quell’avvento era stato profetizzato anche da Abacuc parecchi secoli prima di Cristo
Così noi leggiamo:
“Dio veniva da Teman, e il Santo dal Monte Paran. Selah. La sua gloria aveva coperto i cieli e la terra era piena della sua lode. E il suo bagliore era come la luce; egli aveva corni che uscivano dalle sue mani: e là era nascosto il suo potere.
Prima di lui era venuta la pestilenza, e carboni ardenti arrivarono ai suoi piedi. Egli stette e misurò la terra; egli guardò, e separò le nazioni; e le montagne eterne vennero disperse, e le colline perpetue si piegarono. Io ho visto le tende di Cushan in disgrazia; e la tendine della terra di Midian tremare.” (Abacuc 3:3-7)
Anche questo testo mostra che la terza manifestazione menzionata precedentemente si sarebbe avuta tramite uno che sarebbe apparso dalla terra di Tema e dal Monte Paran. La terra sarebbe stata piena della sua lode. Allora non è un puro caso che il Santo Profeta dell’Islam si chiamasse Muhammad, che alla lettera significa “Colui che è Lodato”. Solamente un uomo, col nome bello come la sua personalità e il suo carattere, poteva corrispondere alla descrizione di Abacuc. I nemici di Muhammad, quando lo incontrarono, patirono la distruzione, la pestilenza e l’umiliazione di “carboni ardenti” nonostante il loro esercito, più forte e più grande, fosse preponderante.
Mosé morì mentre stava ancora combattendo i suoi nemici. Gesù fu messo sulla croce. Perciò il profeta che guardò e separò le nazioni, come menzionato da Abacuc, non poteva essere che Muhammad. I suoi nemici, che sembravano delle “montagne eterne e delle perpetue colline” con la loro immensa forza furono completamente respinti. Più tardi anche “le tende di Cushan” e “le tendine della terra di Midian”, cioè la terra di Canaan, che allora era sotto l’imperatore romano, trovarono la loro salvezza arrendendosi ai seguaci del Santo Profeta al tempo dei successori di Cesare.
Il Principe della Pace
Continuiamo con Isaia. Qui noi troviamo molti passi che riferiscono di un profeta a venire, il che può essere vero solo in riferimento a Muhammad. Ci viene detto di un tempo in cui un uomo chiamerà le nazioni del mondo che rapidamente risponderanno alla sua chiamata e si raccoglieranno intorno a lui. (Isaia 5:26-30) Ci viene detto che i seguaci del Promesso saranno obbligati a prendere parte a delle guerre. Ci viene detto che l’avvento di questo profeta sarà in un tempo in cui anche la luce sarà oscurata dal peccato e dalla corruzione della terra e del mare. Isaia ci dice anche che in quel tempo Dio volgerà il viso via dalla casa di Giacobbe (Isaia 8:13-17)
E poi: “Poiché a noi è nato un bambino , a noi è stato dato un figlio; e il governo starà sulle sue spalle; e il suo nome sarà Consigliere Magnifico, Dio Possente, Padre Eterno, Principe della Pace. Alla crescita del suo governo e della pace non ci sarà fine, sul trono di Davide e sul suo regno, per ordinarlo e consolidarlo con giudizio e con giustizia da allora in avanti nei secoli dei secoli. Lo zelo del Signore degli Eserciti lo compirà.” (Isaia 9:6-7)
La profezia promette un Re che avrà cinque titoli:
Magnifico
Consigliere
Dio Possente
Padre Eterno
Principe della Pace
Gesù fu mai un Re? Gli appellativi enumerati in questa profezia si sono mai potuti applicare a lui? Avrebbe potuto essere chiamato “Magnifico” per via della sua nascita particolare, ma mentre i suoi denigratori guardavano questa nascita come illegittima, i suoi sostenitori erano in dubbio sulla sua ascendenza. Egli non esibì mai la potenza, la forza a cui si fa riferimento nel passo di cui sopra. Né poteva essere chiamato Padre Eterno, perché lui stesso ha menzionato un altro che sarebbe venuto dopo di lui. E neppure diventò Re né poté portare la pace al mondo. Egli rimase oppresso dai suoi avversari finché non fu messo in croce. Non poteva pertanto essere chiamato appropriatamente “Principe della Pace”. Egli non raggiunse mai nessuna posizione di comando e così le parole “il suo governo non avrà fine” non ha senso nei termini della sua vita. Questi segni menzionati da Isaia si applicano solamente al Profeta dell’Islam.
Fu lui a doversi sobbarcare le responsabilità di uno stato, e così, proprio contro il suo volere, dovette essere chiamato Re.
Muhammad era Magnifico sia di nome che per le sue imprese. Gesù, nella sua parabola della vigna, parla del padrone che lasciò le vigne ai suoi contadini .
Questi malvagi non solo picchiarono, uccisero e lapidarono gli altri suoi servi, ma anche suo figlio. Il Signore, dice Gesù, verrà lui stesso a distruggere quei contadini malvagi e a consegnare la vigna a coloro che “consegneranno i frutti a tempo debito”. E sarà così perché:
“La pietra, che i muratori hanno scartato, è diventata il capo del nuovo venuto; e questa è l’azione del Signore ed è mirabile ai nostri occhi.” (Matteo 21:33-44)
Questo è il modo in cui il “Magnifico” doveva apparire. Quando il figlio fosse stato ucciso, sarebbe stato mandato l’altro che avrebbe dimostrato di essere la “pietra angolare”.
E sarebbe sembrato “mirabile” agli occhi di Gesù e del mondo intero.
E per quanto concerne le sue imprese mirabili possiamo citare Thomas Carlyle. Egli scrive:
“Per la nazione araba fu un’uscita dalle tenebre alla luce; l’Arabia divenne viva per mezzo di esso. A un povero popolo di pastori, che dalla creazione del mondo vagava negletto nel deserto, fu mandato un profeta-eroe con un verbo in cui essi potevano credere: vedete, i negletti diventano importanti a livello mondiale, i piccoli diventano grandi a livello mondiale, “dopo un secolo l’Arabia è a Granada da questa parte e a Delhi dall’altra, brillando in valore e splendore e nella luce del genio, l’Arabia brilla a lungo su una parte del mondo. Il Credo/la Fede è grande, durevole: La Storia di una nazione, con la stessa rapidità con cui crede, diventa feconda, grande, elevata in spirito. Quegli Arabi, l’uomo Muhammad e quel secolo – non è come se una scintilla fosse caduta, una scintilla in un mondo che sembrava buio, sabbia negletta, ma poi, la sabbia si dimostra essere polvere esplosiva, con fiamme alte come il cielo da Delhi a Granada. Io dico: un grande uomo è sempre stato un fulmine dal cielo; il resto degli uomini lo hanno atteso come (se dovesse arrivare) un combustibile, poi anche loro si sono infiammati. (Thomas Carlyle in “ Heroes And Hero-worship” )
Il secondo nome del Promesso è quello di Consigliere. Anche quello si applicava al Santo Profeta. Una nazione si volse a lui per un consiglio. Egli, in cambio, tenne una regolare consultazione col suo popolo, e rese obbligatorio che uno stato consultasse il popolo in tutte le questioni importanti. Il Sacro Corano ci dice che i suoi seguaci cercarono questa consultazione con regolarità.
La profezia lo ha anche descritto come Dio possente. La Bibbia ha spesso menzionato i profeti come Dio stesso.( Esodo 7:1 e 4:16)
Ogniqualvolta che si parla di un essere umano come “simile a Dio”, ciò può solo significare che egli è una manifestazione dell’Onnipotente. Il Santo Profeta, ancora una volta, corrisponde alla descrizione della profezia. Nel Sacro Corano ci sono importanti riferimenti a ciò. Durante la Battaglia di Badr, il Profeta prese una manciata di ghiaia e la lanciò verso il nemico. Questo fu il segnale che scatenò una tempesta di sabbia che confuse il nemico e contribuì alla sua sconfitta. Su ciò, Dio dice al Santo Profeta: “E non fosti tu a gettare, quando gettasti, ma fu Dio stesso che gettò.” (Il Santo Corano 8:18)
E ancora dice:
“In verità coloro che giurano alleanza a te in verità giurano alleanza a Dio.” (Il Santo Corano 8:18)
Così venne la manifestazione di Di0 Possente, il Santo Profeta, che nel corso della sua vita fu capace di soggiogare tutti i suoi nemici e di rompere ogni opposizione.
Il quarto nome nella profezia è Padre Eterno. Gesù fu mandato solo per le pecore smarrite della Casa di Israele e, pertanto, non poteva credibilmente avere un carattere eterno. D’altra parte, nel Corano si fa riferimento al Santo Profeta come “ unificatore dell’intera umanità” . (Il Sacro Corano 34:29)
Gli fu promesso che il suo insegnamento sarebbe stato per sempre con la gente perché, alla fine dei giorni, il Messia Promesso sarebbe apparso fra i suoi seguaci e avrebbe ravvivato gli insegnamenti dell’Islam e dato la prova conclusiva che il dominio spirituale del Profeta dell’Islam fosse eterno e non ci sarebbero stati maestri celesti, eccetto i suoi seguaci.
Il quinto nome nella profezia è Principe della Pace. Gesù può onestamente essere chiamato così? Durante la sua vita non fu mai un sovrano. Non guadagnò mai forza tale da somministrare il perdono ai suoi nemici, e perciò, non ci furono molte occasioni per lui di mettere in pratica quel che predicava. D’altra parte, la vera religione di Muhammad viene chiamata Islam, che significa pace.
Nella vita di Muhammad abbiamo ampia evidenza del suo comportamento di pace e perdono.
In tredici lunghi e faticosi anni il Profeta dell’Islam e il suo piccolo gruppo di seguaci devoti sopportarono con calma, dignità e pazienza la più amara persecuzione da parte degli abitanti della Mecca. Fame, fustigazione, derisioni, umiliazioni, degradazioni e oltraggi di ogni tipo erano all’ordine del giorno. Quando il Profeta si rifugiò a Medina, anche là non fu lasciato in pace. Dopo un periodo di sette anni di prolungata e brutale persecuzione, il Profeta dell’Islam apparve improvvisamente sulle alture del Paran, alla testa di diecimila santi e, senza combattere alcuna battaglia e senza spargere una goccia di sangue, quando qualsiasi pena inflitta agli abitanti della Mecca sarebbe stata lieve in confronto alla lunga serie di crimini, il Profeta annunciò, con gentilezza e pietà:
“Non pretenderò per voi nessun castigo; siete tutti liberi.”. (Il Santo Corano 12:93)
Bisogna chiedersi se questo è’ lo stesso modo in cui i Cristiani trattarono i loro nemici quando essi arrivarono al potere? Chi dovrebbe, allora, essere chiamato vero Principe della Pace, Gesù o Muhammad? Gesù non ha potuto portare la pace agli altri. I suoi seguaci erano in grado di portarla, ma non l’hanno fatto. Il Profeta dell’Islam aveva il potere di punire i suoi nemici, ma scelse di perdonarli. Muhammad, pertanto, fu Il Principe della Pace della profezia d’Isaia. E fu lui che tenne il governo e poté, così, compiere l’ultima parte di questa profezia che dice, “Alla crescita del suo governo e della pace non ci sarà fine”.
Conclusione
Queste sono solo alcune delle molte profezie della Bibbia riguardanti l’avvento del grande profeta che avrebbe guidato il mondo verso la verità assoluta.
Muhammad sarebbe stato, nelle parole di Salomone, “totalmente amorevole” che in ebraico si esprime con la parola Mahmaddim. (Canto di Salomone 5: 10-16).
Egli era il completamento della “pietra” del sogno di Daniele. (Daniele 2: 34-35) Egli era l’avvento dello stesso signore della vigna come preannunciato da Gesù.
E’ vero che nel Vecchio Testamento ci sono anche delle profezie su Gesù, ma è un dato di fatto che ce ne sono molte che non possono propriamente applicarsi a lui. Queste potevano compiersi solo nella persona di colui che sarebbe venuto con una Legge e la cui missione non era d’essere solo per “le pecore smarrite nella casa d’Israele”, ma per il mondo intero, colui che veniva definito da Gesù come il Consolatore e Spirito della Verità. Le profezie su Muhammad nella Bibbia sono chiare e precise.
La porta per il Regno dei Cieli è stata aperta dal compimento di queste profezie. Benedetti siano coloro che accettano la chiamata del Signore dei Cieli e della Terra ad entrare nel Suo Regno e ricevere la Sua comunione.
E la nostra ultima osservazione è che tutta la lode si deve a Dio, il Sostenitore dell’Universo.
Tradotto dalla versione inglese di Dr. Khalil Ahmad Nasir
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