Sopravvivenza dalla Crocifissione
Home
Cerca in Al Islam

 
Islam
 
Ahmadiyyat
 
Sacro Corano
 
Ruhani Khaza'in
 
Libreria
 
Online Store

 

Lettera al Califfo
Web Letter
Urdu Poem
Al Fazl
Sermone del Venerdi
Comunicazionie
Giubileo
Jalsa Salana nel Mondo

MKA Italia
Humanity First

Contattaci

Gesù, umile profeta di Dio

I Musulmani Ahmadi credono che Gesù (AS) sia sopravvissuto alla crocifissione e viaggiò verso l'India per continuare i suoi comandamenti tra le Tribù Perse di Israele. In più, essi rivendicano che la sua tomba, contenente il suo corpo, è stata recentemente riscoperta in India la quale si può vedere fino a tutt'oggi. I Musulmani Ahmadi asseriscono anche che questo credo non solo è contenuto nel Corano e i Detti del Profeta Muhammad (SAW) ma anche nella Bibbia stessa.

I Musulmani Ahmadi rivendicano che Gesù sopravvisse alla crocifissione perché egli era stato tirato giù dalla croce in uno stato di incoscienza, non morte.

IL GRANDE MIRACOLO DI GESÙ

Gesù profetizzò che il suo destino sarebbe stato simile a quello del profeta Jonah

Gesù disse:
"Una cattiva e adultera generazione chiede per un segno miracoloso! Ma nessuno gliene sarà dato eccetto che per quello del profeta Jonah. Visto che Jonah rimase tre giorni e tre notti nello stomaco di un grosso pesce, il Figlio dell' Uomo starà tre giorni e tre notti nel cuore della terra" (Matteo 12:39,40)

SOPRAVVIVENZA-NON RESUSCITAZIONE

Il segno di Jonah è dato nella Bibbia:

Il Signore procurò un grande pesce per inghiottire Jonah, e Jonah rimase dentro il pesce per tre giorni e tre notti. Dall'interno del pesce Jonah pregò al suo Signore Dio. Egli disse: Nella mia angoscia ho chiamato il Signore, e Egli mi ha risposto. Dalle profondità della tomba ho chiamato aiuto, e tu hai ascoltato il mio pianto. (Jonah 1:17, 2:1,2)

Il segno dato agli abitanti di Ninive da Jonah era che fu salvato da un tipo di morte. Egli fu in pericolo per un certo tempo, ma alla fine si ristabilì. Egli finì vivo nello stomaco del pesce, rimanendo vivo per giorni, e ne uscì vivo.

Lo stesso destino era profetizzato per Gesù. Egli sarebbe entrato nella tomba vivo, rimasto vivo per giorni, e uscito vivo. Se Gesù fosse morto, ci sarebbe poca somiglianza con Jonah.

La storia di Jonah è una sopravvivenza non resuscitazione.

I CORPI NON SANGUINANO

Un importante pezzo di informazione è menzionata nel Vangelo di Giovanni quale supporta il punto di vista che Gesù non morì sulla croce:

"Uno dei soldati punse il fianco di Gesù con una lancia, facendo zampillare dell'acqua e sangue" (Giovanni 19:34).

La fuoriuscita di sangue è un segno di intatta circolazione, con la lancia che penetra i capillari. Notare la parola "zampillare" la quale implica pressione arteriosa. L'acqua era probabilmente fluido di pleurite, presente tra la gabbia toracica e i polmoni.

Visto che il sangue non fuoriesce dai cadaveri, il verso quotato rappresenta un problema al minimo per un Prete della Chiesa, Origen. Nella sua esegesi di Giovanni 19:34, egli ammise che il sangue coagula dopo la morte, ma il circolare del sangue in questo caso rappresenta un miracolo e quindi non ha bisogno di spiegazioni. (Contra Celsus, di Origen, tradotto da H.Chadwick, Cambridge U).

 Il colpo della lancia nel fianco di Gesù non era portato come un tipo di colpo definitivo, ma come un grezzo (e pure inaccurato) indicatore se la morte era sopraggiunta. Se l'intenzione era di uccidere, il soldato avrebbe colpito sulla parte frontale del corpo per danneggiare il cuore.

Tuttavia, nell'evento che la persona non sarebbe rimasta sufficiente lasso di tempo sulla croce, la morte veniva causata dalla rottura delle gambe, come fu fatto con gli individui che erano stati crocifissi vicino a Gesù.

ROMPENDO CON IL PROTOCOLLO

La testimonianza del  Vangelo, deve essere detto, è inconsistente sul punto del centurione che voleva assicurarsi la morte di Gesù. Da una parte, il centurione vide che Gesù era "già morto" così non si preoccupò di rompergli le gambe (vedere "gambe non rotte") contro la domanda degli Ebrei di affrettare la morte spezzandogli le ossa in acconto del Sabbath (Giovanni 19:31) quale era il protocollo standard.

Dall'altra parte il centurione punse il fianco di Gesù. Questo era stato fatto per causargli la morte se egli era incerto a proposito di esso? Se fosse così, perché non furono anche spezzate le ossa quando questo era il metodo brutale e standard? Come non possiamo presupporre che non c'erano elementi di simpatia da parte di alcuni Romani, partendo da Pilato in testa (vedere "Il piano di Pilato" e scendendo sulla scala di comando?

È presunto che gli esecutori Romani erano freddi, brutali e esperti assetati di sangue nell'arte di mettere le persone a morte. Non solo abbiamo delle contraddizioni nelle azioni documentate dalla parte del centurione, abbiamo anche quello che appare essere un vero tollerante ufficiale Romano e anche un vicino seguace di Gesù, marcato dalle sue parole quando guardava verso la croce quando Gesù presumibilmente morì:"Veramente questo uomo era il Figlio di Dio" (Matteo 15:39).

PREGHIERA NEL GIARDINO

Quando fu chiaro che non c'era via per evitare il deviato piano degli Ebrei di averlo crocifisso, Gesù pregò ferventemente "per rimuovere la coppa" della morte sulla croce (Matteo 14:36).

Gesù aveva piena fiducia che le sue preghiere nel Giardino di Gethsemane sarebbero state accettate visto che egli stesso disse ai suoi discepoli:

"Se voi credete, riceverete quello che chiedete nella preghiera" (Matteo 21:22)

"Continuate a chiedere, e vi sarà dato quello che chiedete. Continuate a guardare, e troverete. Continuate a bussare, e la porta vi sarà aperta. Colui che chiede, riceve. Colui che cerca, trova. Colui che continua a bussare, gli verrà aperto. Voi genitori- se I vostri figli vi chiedono un pezzo di pane, gli date invece un sasso? O se loro chiedono del pesce, gli date un serpente? (Matteo 7:7,9)

DIO ACCETTÒ LE SUE PREGHIERE

La preghiera nel Giardino di Gethsemane era la più importante e grande preghiera che Gesù offrì e dipinta chiaramente nel Vangelo. È inconcepibile che la preghiera non raggiunse il Trono Divino, specialmente quando Gesù disse ai discepoli del potere della preghiera.

Certamente non abbiamo bisogno di indovinare. Il Vangelo fornisce evidenze che la sua preghiera fu accettata.

Il Vangelo di Luca dichiara che un angelo venne dal Paradiso "rafforzandolo" (Luca 22:43). Questo indica che Dio aveva sentito la sua preghiera.

Dopo questa supplica nel giardino, quando Gesù ne fu informato, uno dei suoi seguaci sguainò una spada, colpendo un servo di un alto sacerdote e gli tagliò l'orecchio. Gesù severamente lo rimproverò e gli disse:

"Coloro che usano la spada saranno uccisi con la spada. Non realizzi che potrei chiedere a mio Padre mille angeli per proteggerci, e Egli li manderebbe istantaneamente?" (Matteo 26:52-53)

Questo mostra che Gesù era ora in perfetta contentezza che la sua preghiera era stata accettata e tutto quello lasciato era nelle mani di Dio, senza aver bisogno di difesa personale attiva.

Finalmente, quando la morte guardava imminente e egli era in agonia sulla croce egli gridò "Eli Eli lama sabachthani"* (Matteo 27:45-46) perché egli non si aspettava arrivasse questo. Egli credeva pienamente che la preghiera sarebbe stata accettata.

*Traduzione: Dio mio, Dio mio perché mi hai dimenticato?

LA MORTE PER CROCIFISSIONE PRENDE GIORNI

Quando la notizia della presunta morte di Gesù raggiunsero Pilato, egli era sorpreso che Gesù se ne andò così presto (Marco 15:44). La sua testimonianza è estremamente importante e rivelatrice. Qui c'era l'uomo che ebbe probabilmente la miglior conoscenza nel suo tempo sulla natura della punizione per crocifissione e probabilmente correlato sull'esperienza di molte crocifissioni.

Anche se molti dettagli della crocifissione sono stati persi con la fine dell'Impero Romano, ci sono ampie annotazioni che mostrano che questa particolare punizione prendeva al minimo dai due ai tre giorni per uccidere una persona. Per esempio, una buona testimonianza viene dallo storico Flavius Josephus nel primo secolo D.C., il quale descriveva sopravvissuti alla crocifissione. Lo scrittore Plutarch (c. 75 D.C.) menziona alcuni individui che sopravvissero per dieci giorni sulla croce.

Persino il Nuovo Dizionario Biblico conclude basandosi su fatti storici della crocifissione che "la morte con questo metodo era generalmente molto prolungato, raramente la morte sopraggiungeva prima di trentasei ore, e in alcune occasioni portando fino a nove giorni" (1962 ed, Intervarsity Press, pag.282).

CONVINZIONE DELLA SUA INNOCENZA

È notabile nel Nuovo Testamento che Ponzio Pilato credeva che Gesù era innocente e non voleva che fosse condannato. Una delle influenze era un sogno della moglie di Pilato che la convinceva dell'innocenza di Gesù, e il messaggio che lei passò a Pilato era "lascia stare quell'uomo innocente" (Matteo 27:19)

Pilato più tardi acconsentì alla domanda degli Ebrei di crocifiggere Gesù, visto che stava iniziando una rivolta. Tuttavia egli chiese una coppa di acqua e si lavò le mani davanti alla folla ed esclamò "Sono innocente del sangue di quest'uomo. La responsabilità è vostra!" (Matteo 27:24)

IL PIANO PER SALVARE GESÙ

Un analisi del Vangelo chiaramente mostra che Pilato aveva un interesse a salvare la vita di Gesù nel meglio delle proprie abilità cercando di mantenere l'esecuzione ufficiale come prescritta dalla legge Romana. Si possono notare tre punti chiave:

  • Egli fissò il giorno della crocifissione proprio prima del Sabbath, sapendo che la legge Ebrea proibiva che i corpi rimangano sulla croce all'inizio del Sabbath. La morte sarebbe improbabile da seguire in 6 ore. (vedere Corta Durata)
  • Quando il tempo di rimuovere Gesù e gli altri due dalla croce, gli Ebrei chiesero a Pilato di rompere le gambe di Gesù (Giovanni 19:31). Tuttavia il centurione che agiva sotto ordine di Pilato non ruppe le gambe a Gesù (Giovanni 19:33). Era perché egli aveva preso tutte quelle misure di precauzione che Pilato era sorpreso quando gli fu detto che Gesù era "già morto" (Matteo 15:44)
  • Il protocollo Romano era che il corpo umano doveva giacere sul terreno della crocifissione e essere soggetto alle intemperie e animali. Tuttavia pilato autorizzò qualcosa di interessante di deviante dalla pratica usuale. Egli autorizzò di dare Gesù ai suoi amici invece che ai suoi nemici.

ALOE E MIRRA

Dopo la crocifissione, il corpo di Gesù venne nelle mani dei suoi discepoli Giuseppe d'Arimatea e Nicodemus.

Il Vangelo di Giovanni dice che Nicodemus portò mirra e aloe "per circa trentaquattro chili di peso" (Giovanni 19:39). Quelle piante, particolarmente piante di aloe, sono considerate medicinali e applicate sulle ferite.

Era usata estensivamente in molte culture antiche ed è usata tutt'oggi per cicatrizzare ferite aperte. Il fisico Romano Pedanius Dioscorides (c 75 A.C.) raccomandava l'aloe per ferite e escoriazioni. Il mentore di Alessandro Magno, Aristotele, lo persuase a conquistare l'isola di Socotra per prendere le piante di aloe per trattare le ferite dei soldati.

Curiosamente, il classico libro medievale del vicino est intitolato "Canon of Medicine" di Avicenna menziona un unguento chiamato Marhami Isa (Unguento di Gesù).

SALVATO DA UN COLPO FATALE

Dopo la presupposta "morte" sulla croce di Gesù, un soldato Romano fece la decisione di non spezzare le gambe di Gesù mentre era sulla croce. L'episodio adempì una profezia e non era senza significato.

Il Vangelo di Giovanni (19:36) ci dice che le Scritture fu adempiuta (basato su Salmi 34:20) - uno dei suoi ossi non sarà spezzato. Il soldato Romano non ebbe interesse nel spezzare le gambe di Gesù per affrettarne la morte dal momento che egli credeva che era già morto. Spezzare le gambe avrebbe avuto un effetto devastante dovuto alla perdita consistente di sangue e conseguentemente uno shock ipovolemico rompendo una delle più grandi ossa nel corpo, la tibia, per ogni gamba.

L'attenzione Scritturale di non rompere le gambe può avere senso se il corpo era vivo - non ha senso per un cadavere. La frase intera dei Salmi 34, verso 19 e 20 dice:

"I giusti affrontano molti problemi ma il Signore li salva da ognuno. Visto che il Signore li protegge da danno - nessuno delle loro ossa sarà spezzato".

FERITO, MA VIVO

Dopo la crocifissione, Gesù venne sotto le cure dei suoi devoti seguaci che lo portarono dentro una tomba spaziosa.

Se un uomo sarebbe sopravvissuto alla punizione, ci si aspetta che una tale persona mostri una chiara evidenza delle ferite. Ci si aspetta che egli mantenga una basso profilo e si sposti lontano dal luogo della crocifissione, visto che potrebbe esserci una chance di essere arrestato di nuovo. La paura sarebbe esibita dai suoi seguaci causa la preoccupazione per il loro maestro.

Il testimonianza del Vangelo porta precisamente a quella conclusione.

Gesù mostrò le ferite a Thomas (Giovanni 20:25-7), mostrando che egli non aveva un corpo supernaturale o resuscitato, ma un corpo paziente.

Egli viaggiò via dalla località della crocifissione e scelse di incontrare solo i suoi più stretti seguaci:

"Vai a dire ai miei fratelli di partire per la Galilea, e loro mi vedranno li" (Matteo 28:10)

I seguaci di Gesù erano così spaventati dall'accaduto che decisero di non dire a nessuno di questa emergenza dalla tomba (Marco 16:8).

Non una volta apparve Gesù davanti ai suoi persecutori o girovagò nel centro di Gerusalemme chiedendo alle persone di accettarlo come il Messia resuscitato che era morto per i loro peccati.

Tutto quello che abbiamo è un uomo con un corpo terrestre di carne e ossa (Luca 24:39) che aveva sofferto fitte di fame (Luca 24:41) e stava fuori dalla luce della calce. Per convincere i suoi discepoli che egli aveva lo stesso corpo ferito, egli in effetti stava mostrando che non era morto visto che Dio lo aveva salvato dalla dura prova proprio come Jonah riemerse vivo dal pesce (vedere "Segno di Jonah".

(Traduzione: N.S.Lancuba)

 
©® Comunità Musulmana Ahmadiyya in Italia
BAIT UL TAUHEED:- Via Morgobbo 1035/A, 40018 San Pietro in Casale (BO) Emilia Romagna, Italia
Tutti i diritti riservati