Hadhrat Al-Haaj Mirza Bashir-ud-Din Mahmood Ahmad (possa Allah compiacersi di lui) Khalifatul Masih II

 

Il Santo Profeta Muhammad (la pace e la benedizione di Allah siano su di lui), aveva dato la lieta novella dell’avvento del figlio Promesso del Mahdi, spirituale e pio, in un momento in cui l’Islam avrebbe conosciuto una fase di declino e di depressione. Aveva profetizzato che sarebbe giunto con la missione di rilanciare e rafforzare la teologia islamica e che, grazie a lui, l’Islam sarebbe risorto sulla faccia della Terra. Il Santo Profeta (La pace sia su di lui), chiamò questo Santo figlio spirituale “Musleh” (il Riformatore) e il Promesso, e disse di lui:
Yata-zavvajo-wa-yooladu-lahu

Il Messia Promesso si sposò ed ebbe dei figli che Allah gli avrebbe concesso come probabili assistenti e collaboratori nel portare avanti la sua missione.

In merito alla profezia del Santo Profeta Muhammad (la pace e la benedizione di Allah siano su di lui), alcuni dei suoi eminenti seguaci avevano anche profetizzato che, al termine del mandato del Messia Promesso, uno dei suoi figli avrebbe occupato il trono del Califfato. Nematullah Hazrat Shah Wali, un importante santo musulmano, profetizzò, in un suo famoso poema, l’avvento del Promesso Mahdi e del Messia Promesso di nome Ahmad e che, quando fosse terminato il suo incarico, uno dei suoi figli, sarebbe stato il suo vero erede spirituale, portando avanti la sua missione. Nel Talmud, il vero libro della sapienza ebraica, si parla dell’avvento di due Messia. Il  secondo sarebbe stato più grande del primo e, dopo di lui, suo figlio e suo nipote sarebbero stati i suoi successori.

Quando dunque è venuto il tempo del Messia Promesso e l’avvento del figlio Promesso, Allah ha rivelato al Messia Promesso altri dettagli di questa profezia con la felice novella della sua ascendenza, del progresso e delle conquiste.

Hazrat Mirza Bashiruddin Mahmood Ahmad (Allah possa essere soddisfatto di lui) ebbe la sua formazione primaria alla District Board School e, più tardi, nel 1898, alla High School islamica di Taleemul. Tuttavia, nella sua vita studentesca, egli non fu mai interessato ad una conoscenza di routine appresa sui libri e non riuscì a superare l’esame governativo. Quella fu la fine della sua educazione formale, il che non fu puramente casuale, ma un grande miracolo del Destino Divino. Certi episodi in seguito dimostrarono che il Signore Onnipotente stesso voleva essere il suo insegnante. Così, il mondo ha testimoniato che egli non solo aveva una conoscenza intrinseca e spirituale ma la sua intuizione nella saggezza di base era così vasta e profonda che se uno studioso, armato di ogni conoscenza di questo mondo, avesse attaccato l’Islam, avrebbe dimostrato di essere solo un mero novizio accademico. Così il compimento della rivelazione divina divenne manifesto. “Sarebbe stato ricco della Saggezza dell’Esplicito e dell’Intrinseco”

Nel corso della sua vita il Messia Promesso aveva sviluppato un forte desiderio di servizi religiosi, e così, quando negli ultimi giorni della sua vita fece appello ai giovani  per servire l’Islam, Hazrat Mirza Bashiruddin Mahmood Ahmad offrì se stesso. In  breve tempo formò una comunità “Tashheezul Azhaan” e, sotto la sua supervisione, fondò una rivista con lo stesso nome, per mezzo della quale è stata portata avanti l’opera di predicazione religiosa. Al momento della scomparsa del Promesso Messia aveva solo 19 anni, eppure, in quel momento, scaturirono dalla sua augusta penna risposte molto convincenti che costringevano le critiche al silenzio. Il 26 maggio 1908 il Messia Promesso (La pace sia su di lui) morì a Lahore. In quel momento il figlio Promesso, in piedi vicino al suo letto, gli fece questo voto:

“Anche se tutte le persone ti lasceranno e io verrò lasciato solo, ti resterò vicino e affronterò tutte le opposizioni e gli attacchi alla tua Missione”.

Mantenne molto bene la sua promessa e, per tutta la vita, non si curò mai dell’inimicizia o dell’opposizione di nessuno e cercò sempre attivamente di perseguire i progressi dell’Islam e di Ahmadiyyat.

All’inizio del 1911, con il permesso di Hazrat Maulana Nooruddin, Khalifatul Masih I, fondò il Anjuman Ansaarullah, i cui membri erano tenuti a donare una parte del loro tempo per il servizio religioso, la propagazione dell’Islam e di Ahmadiyyat, la promozione della reciproca amicizia, dell’amore e fraternità universali. Questo ebbe un enorme successo nel generare grande zelo e interesse per il lavoro Missionario e Riformatore.

Nel settembre del 1912 andò in Egitto, poi alla Mecca, facendo l’Haj (pellegrinaggio) e attivandosi nella predicazione dell’Islam e di Ahmadiyyat.

Nel giugno del 1913 diede vita a “The Al Fazl”, un giornale per la Jamaat in cui, oltre a notizie nazionali, venivano pubblicati articoli con educativo, divulgativi, di storia,  predicazione e riforma. In un tempo molto breve questo giornale guadagnò popolarità non solo presso gli ahmadi. Dopo la scomparsa di Hazrat Khalifatul Masih I (possa Dio essere soddisfatto di lui), questo giornale divenne l’organo centrale della Jamaat.
Il 27 maggio 1908, alla scomparsa del Messia Promesso (La pace sia su di lui), quando Hakim Maulana Nooruddin (possa Dio essere soddisfatto di lui) fu eletto primo Califfo, il primo uomo a fare il giuramento di fedeltà fu Hazrat Mirza Bashiruddin Mahmood Ahmad. Hazrat Khalifatul I Masih era molto felice nei suoi riguardi e era solito guardare a lui con amore e rispetto. Durante la sua malattia ha continuato a nominarlo Imam-ul-Salat (colui che conduce le preghiere) e, spesso, nelle sue prediche e sermoni, era solito lodare il suo spirito di obbedienza, di servizio religioso e la sua capacità intellettuale. A volte, indicandolo, disse che sarebbe stato il suo successore.

Venerdì 13 marzo 1914, Hazrat Khalifatul Masih I (Possa Dio essere soddisfatto di lui) morì e il 14 marzo 1914, al momento della Preghiera Asr, gli Ahmadi si radunarono a Qadian Noor Masjid, dove Hazrat Nawab Muhammad Ali Khan, che era un Sahabi (compagno) e figliastro del Messia Promesso, lesse il “testamento” di Hazrat Khalifatul Masih e chiese ai convenuti di agire di conseguenza eleggendo qualcuno come suo successore. A tale proposito Maulana Syed Ahsan Amrohvi fece il nome di Hazrat Mirza Sahibzada Bashiruddin Mahmood Ahmad. Egli, dapprima, era esitante e rifiutò ma, di fronte alla fervida insistenza della gente, capì di trovarsi di fronte al verdetto di Allah e accettò di giurare fedeltà agli Ahmadi, divenendo il Secondo Successore del Promesso Messia (La pace sia su di lui).

L’epoca d’oro del suo Califfato e le sue magnifiche realizzazioni

Dal 14 marzo 1914 al 7 novembre 1965, per oltre mezzo secolo, ha guidato la Jamaat, facendole fare grandi progressi:

Propagazione dell’Islam

Uno dei suoi più importanti successi fu quello di fondare un forte sistema di propagazione e predicazione dell’Islam all’interno del paese e all’estero. Poco dopo aver conferito il titolo di Califfo, annunciò che il suo primo compito sarebbe stato la propagazione dell’Islam.

In base al suo mandato del 12 aprile 1914, delegati provenienti da tutto il paese furono invitati ad un Majlis-e-Shura (consiglio) per discutere la propagazione dell’Islam. In quell’occasione espresse il  desiderio che tra loro ci fosse un gruppo di uomini poliglotti che potessero facilmente propagare l’Islam in tutto il mondo.

In particolare sottolineò:

“Mi piacerebbe vedere la verità di Ahmadiyyat brillare in lungo e in largo nel mondo. Ciò non è stato difficile da raggiungere per il nostro Signore.” In vista di questo ambizioso obiettivo, nel 1919 istituì Nazarat Dawato Tabligh e la Madrasa Ahmadiyya come centro di base. Fece sforzi per la sua promozione e la condusse da uno stato di semplice Seminario a uno di Università. Tutti questi sforzi erano volti a fare uscire missionari religiosamente preparati. Aprì diverse missioni all’estero per la propagazione dell’Islam. Alla sua morte, vi erano Missioni, ben consolidate, in 46 paesi islamici.

Sapienza Coranica

Allah gli aveva concesso una profonda ed enciclopedica conoscenza spirituale e la comprensione del Santo Corano, ottemperando così alla profezia che, attraverso di lui, la gloria dell’Islam e la dignità del Corano si sarebbero grandemente consolidate. Sostenne di avere ricevuto centinaia, migliaia di rivelazioni coraniche dalla grazia speciale di Allah attraverso l’intuizione e la rivelazione. (Tafsir-e-Kabir Vol. 6, pg. 483)
Dichiarò anche che sarebbe stato in grado di ridurre al silenzio qualunque critico del Sacro Corano semplicemente sapendolo citare e interpretare minuziosamente. Lanciò  difatti molte sfide a scrivere commenti sulla Sapienza Coranica. Benché non fosse un profeta, nessuno si preparò ad accettare la sua sfida. Fu lui a dichiarare che avrebbe spiegato con rinnovata saggezza il Santo Corano.

In una pubblica riunione a Delhi, nel 1944, affermando di essere il “Musleh Maoud” (Riformatore Promesso) e ribadendo la sua sfida circa l’interpretazione delle verità e della saggezza del Santo Corano, dichiarò:

“Io rivendico ancora una volta che, anche se migliaia di studiosi si riunissero per competere con me nello scrivere commenti del Corano, il mondo accetterebbe e riconoscerebbe che il mio commento sia l’unico a discernere profonde verità divine”.

La nuova definizione della saggezza del Santo Corano, scritta nel suo Tafsir-e-Kabir, porta innegabili elementi di prova della verità e validità della predetta dichiarazione. La gente dell’epoca si convinse della superiorità della sua conoscenza del Corano. Maulvi Zafar Ali Khan, redattore del “Daily Zamindar” di Lahore, egli stesso un eminente leader musulmano, scrittore e duro avversario di Ahmadiyyat, rivolgendosi ad altri gruppi avversari, concesse:

“Ascoltate bene, voi non potreste mai competere con Mirza Mahmood fino alla resurrezione. Mirza Mahmood ha il Corano dentro. Voi che cosa avete?… Non vi siete neanche sognati di leggerlo il Corano. [Ek Khofnak Saazish, da Moulvi Mazher Ali Azhar, pg. 196] Alla sua morte, in una nota di condoglianze scritta a Sidq-e-Jadid, Lucknow, si è detto:

“Possa Allah ricompensare lo sforzo dell’Imam Jamaat Ahmadi per la pubblicazione del Santo Corano in tutto il mondo, per la sua saggezza e anche per la propagazione dell’Islam in tutti gli angoli della Terra e, in cambio di ciò, passiamo sopra tutte le altre questioni. Il modo in cui egli ha interpretato in dettaglio la verità e la saggezza del Santo Corano è stato veramente unico. ” [Sidq-e-Jadid Lucknow, Vol. 51 1965]

Traduzione e pubblicazione del Santo Corano in diverse lingue

Uno dei suoi grandi successi fu la traduzione del Santo Corano in varie, importanti lingue del mondo in modo che fosse consentito a coloro che non conoscevano l’arabo di godere della gloria e della saggezza del divino libro nella propria lingua. Questo lavoro è stato continuato anche dai prossimi califfi. Prima di tutto venne pubblicata la traduzione inglese del Santo Corano, poi il suo commento. Durante la sua Khilafat, sono state intraprese traduzioni in 14 lingue diverse.

Creazione di moschee in paesi stranieri

L’obiettivo principale della Jamaat Ahmadi era quello di diffondere gli insegnamenti del Santo Profeta Muhammad (La pace sia su di Lui), e facendo ciò, di condurre l’umanità verso l’apice dello spiritualismo e della purezza. Per raggiungere questo scopo, dovunque si formi la Jamaat vengono costruite Missioni e, successivamente, moschee. Queste fungono anche da spazi accademici per la conoscenza e la formazione spirituale. Durante il suo Califfato sono state costruite molte moschee in diversipaesi stranieri.

Impartire la formazione morale

Insieme con l’opera missionaria, egli ha fatto molto per impartire la formazione morale alla Jamaat. Alcuni dei suoi successi in questa direzione sono stati i seguenti:

Egli ha confermato il Divino Sistema del Califfato su solide fondamenta e ha dichiarato, “Il Califfato è una fonte e un faro di luce divina. Quindi, teniamoci saldi al Califfato.”

Un’altra volta ha dichiarato: “Amici, il mio ultimo consiglio è che tutte le benedizioni sono nel califfato. La Profezia è un seme dopo di che il Califfato diffonde la sua benevolenza al mondo intorno. Tenetevi stretti saldamente al vero Califfato e diffondete in tutto il mondo le sue benedizioni. Allah sarà misericordioso verso di voi e vi benedirà in questo e nell’altro mondo”.

Al fine di consolidare e organizzare la Jamaat, fondò l’Anjumans centrale e regionale e vari, importanti Nazarats sotto l’egida del Sadar Anjuman Ahmadi Qadian;

Nazarat Dawato Tabligh

Nazarat Taleem

Nazarat Umoor-e-Aamma

Nazarat Bait-ul-Mal e

Nazarat Ulia, con funzione di guida e direzione dei precedenti.

Per renderle in grado di assumersi con successo gli importanti incarichi e responsabilità del futuro, sono state formate nella Jamaat organizzazioni separate e relativamente:

L’Organizzazione di Ansaarullah per gli uomini sopra i 40 anni.
L’organizzazione di Khuddam-ul-Ahmadi per i giovani al di sotto 40.
L’Organizzazione di Atfal-ul-Ahmadi per i ragazzi al di sotto dei 15 anni.
L’organizzazione di Lajna Imaullah per le donne.
L’Organizzazione di Nasirat-ul-Ahmadi per le ragazze.

Attraverso di esse, è stata impartita su solide basi un’essenziale formazione morale e organizzativa.

Migrazione di Jamaat dall’India

Nel 1947, quando l’India raggiunse l’indipendenza e vi fu la partizione e la nascita del Pakistan gli Ahmadi scelsero di trasferirsi in Pakistan. Al fine di garantire la loro unità, integrità e coesione, venne costruita una grande città, Rabwah, in cui furono ristabiliti e riorganizzati gli uffici, le scuole, i collegi e i vari dipartimenti del movimento.

Hazrat Musleh Maoud parlò di Rabwah in questi termini: “Io sono stupito della forza che vi ha portati e messi in grado di vivere in un luogo dove neanche il Governo era riuscito a creare un habitat. Vedendo Rabwah, ci si ricorda dei tempi in cui Allah aveva ri-gettato le basi della Mecca attraverso Hazrat Ibrahim (La pace sia su di lui) e suo figlio Hazrat Ismail (pace su di lui). [ Al-26a Fazal novembre 1961]

Mobilitazione della Jamaat per sacrifici

Hazrat Musleh Maoud ha pianificato, riorganizzato e consolidato la struttura finanziaria della Jamaat su fondamenta molto buone avviando vari progetti e appelli per donazioni e contributi. Alcuni di loro erano i seguenti:

Il 12 aprile 1914 fece un appello per le donazioni finanziarie per Anjuman Taraqqi-e-Islam, al fine di inviare i suoi missionari in tutte le città grandi e piccole dell’India per la predicazione dell’Islam. Per questo previde una spesa di 12.000 rupie l’anno. La Jamaat rispose volentieri alla chiamata.

Il programma per il completamento del Minaratul Masih – nel novembre 1914, Hazrat Khalifatul Masih-II (La pace sia su di lui) si è rivolto alla Jamaat per il contributo finanziario per il completamento della Minaratul Masih. Come risultato il Minareto è stato completato nel dicembre del 1916. [ Al Fazl, dicembre 28, 1916]

Appello alle donne per mobilitare fondi per la predicazione –

Nel mese di dicembre 1916, fece appello alle donne del movimento per una donazione, affermando che fino ad allora gli uomini da soli avevano sopportato le spese di circa 8.000 fino a 10.000 rupie al mese con le quali si affrontavano varie esigenze religiose. Le spese per la propagazione erano state onorate ma, poichè la spesa era aumentata per la propagazione in paesi stranieri, si stimò fosse necessaria un’ulteriore somma di 500 rupie al mese. [Supplemento Fazl Al 16 dicembre 1916]

Allah, con grazia, permise alle donne della Jamaat di rispondere alla chiamata di Huzur e di affrontare le spese extra.

Appello a donare per la moschea di Londra – Il 7 febbraio del 1920, egli invitò la Jamaat a contribuire alla costruzione di una moschea a Londra e la stragrande maggioranza degli Ahmadi rispose con prontezza. [Taarikhe Ahmadiyyat, Vol. 5, pg. 258]

Appello per la pubblicazione di “Un regalo al Principe di Galles” – Il Principe di Galles, che in seguito divenne re Edoardo VIII, visitò l’India nel dicembre del 1921. Hazrat Musleh Maoud (possa Dio essere contento di lui) propose che fosse dato a Sua Altezza, il Principe di Galles, un dono adatto. Dopo questa chiamata, Huzur scrisse un libro, “Un regalo al Principe di Galles”, con cui lo rendeva edotto negli insegnamenti islamici. Il libro venne stampato attraverso il contributo pro capite di un anna da parte di più di 20.000 membri della Jamaat. Il 27 febbraio 1922 una delegazione Ahmadi consegnò al Principe il libro su un vassoio decorato in argento.

Partecipazione alla Conferenza di Wembley a Londra – Huzur stesso andò in Inghilterra, insieme a pochi compagni, per partecipare alla Conferenza di Wembley. Tutte le spese furono a carico della Jamaat. [Al Fazl luglio 16, 1925]

Tehrik-e-Jadid

Attraverso questo importante progetto molte Missioni di musulmani Ahmadi furono istituite in tutto il mondo. Nel 1934, il Majlis-e-Ahrar, secondo una cospirazione ben progettata, inviò alcuni dei suoi volontari per creare disordini nel corso di conferenze organizzate a Qadian. E, con grande tumulto e suono di tamburi, annunciò che avrebbero distrutto la città. Il Governo sosteneva anche questi elementi. Sembrava che tutte le forze si fossero messe d’accordo contro Ahmadiyyat. Tuttavia, le fondamenta di questa santa Jamaat furono poste dal Signore Stesso del Cielo e, di fronte al forte, tagliente vento dell’opposizione, Dio Stesso doveva provvedere a salvaguardare la pianta umile e delicata di Ahmadiyya.

Come le nefaste intenzioni del Majlis-e-Ahrar si svelarono, Allah, per mezzo del Suo Servo scelto, avviò un grande Sistema Universale di Tehrik-e-Jadid, che non solo portò i piani degli avversari alla rovina ma in un tempo molto breve la Verità di Ahmadiyyat divenne manifesta e le bandiere della sua Conquista e Supremazia Spirituale furono piantate ferme e alte. Questo sistema era basato su 27 richieste e conteneva disposizioni esaurienti e che abbracciavano tutto dalle quali ogni membro della Jamaat era convinto che, per stabilire l’Unicità di Dio, per ripristinare la dignità del Santo Profeta (La pace sia su di Lui) e per dimostrare la verità dell’Islam e istituire una società retta si dovesse innanzitutto portare un cambiamento palpabile e manifesto nella propria vita e nella propria condotta.

Hazrat Musleh Maoud (possa Dio essere contento di lui), in principio, chiese solo 27.500 rupie alla Jamaat. La Jamaat in un solo mese e mezzo diede un contributo in contanti di 29.712 rupie. Nel primo anno vennero donate 103.000 rupie, nel secondo 110.000 rupie e nel terzo 140.000 rupie. Inizialmente questo sistema era facoltativo e solo per un periodo di tre anni. Successivamente è stato esteso a sette anni, poi a dieci. Al termine del decennio, questo sistema è stato ulteriormente prorogato da Huzur a 19 anni e nel 1953, quando giunse il termine dei 19 anni, Huzur lo ha reso un regime permanente. Sotto di esso le attività di predicazione furono estese a molti altri paesi stranieri.

Waqf-e-Jadid

Analogamente, si avviò il regime di Waqf-e-Jadid in modo da promuovere le attività missionarie e riformatrici della Jamaat in ogni città, grande e piccola e in ogni villaggio in India e in Pakistan mediante la nomina di insegnanti. Questo sistema è stato introdotto il 27 settembre 1957.

Viaggi all’estero

Benché Hazrat Khalifatul Masih II (possa Dio essere contento di lui) fosse molto occupato nel sostenere le responsabilità del Califfato, ebbe modo di visitare l’Europa due volte. La prima nel 1924, per partecipare alla Conferenza di Wembley insieme con 12 compagni, spezzando il viaggio a Damasco, in Palestina e in Egitto. Fermandosi brevemente in ciascuno di questi luoghi, Huzur raggiunse l’Inghilterra passando attraverso l’Italia e la Francia. Durante il viaggio in Italia incontrò Benito Mussolini. Giunto a Londra, la sua visita fu molto pubblicizzata dai media. In molti di essi apparve anche la sua foto e gli inglesi lo accolsero con un calore e uno zelo straordinari. Il 23 settembre 1924 Chaudhary Muhammad Zafarullah Khan lesse alla conferenza l’articolo di Huzur che era stato pubblicato come sunto del suo libro: Ahmadiyyat il vero Islam. Al termine della lettura, la sala risuonò di acclamazioni e applausi. Il presidente elogiò calorosamente l’articolo.

Durante il suo soggiorno in Inghilterra, il 19 di ottobre del 1924 Huzur gettò le fondamenta della moschea Ahmadi. In questa occasione, oltre all’élite britannica, parteciparono anche cittadini di spicco, tra cui ministri, ambasciatori, diplomatici e altri dignitari di Giappone, Siria, Cecoslovacchia, Etiopia, Egitto, America, Italia, Australia e Ungheria. Huzur, dopo circa 4 mesi, tornò a casa orgoglioso di aver riscosso un successo straordinario.

Il secondo viaggio di Huzur avvenne nella prima settimana del mese di aprile del 1955. In questo viaggio, passando per Damasco e il Libano, Huzur visitò Ginevra, poi Zurigo, Amburgo e L’Aia fino a raggiungere Londra. Questo tour fu principalmente terapeutico, per trattare una malattia di cui stava soffrendo a seguito di un attentato subito. Tuttavia, a dispetto della malattia, aprì diverse missioni in Europa. Ovunque si recò, incontrò persone, individualmente e in gruppi. A Damasco tenne il sermone del venerdì in arabo e nei paesi europei in lingua inglese. Durante il suo soggiorno a Londra, Huzur convocò una storica conferenza sui Missionari che lavoravano in tutti i paesi. Essa si tenne il 22, 23 e 24 luglio 1955. In questa conferenza Huzur sottolineò l’urgente necessità di potenziare l’attività di Tabligh-e-Islam, la pubblicazione e la traduzione del Santo Corano, la costruzione di moschee e la creazione di scuole e seminari per formare nuovi missionari. Huzur stesso partecipò a tutte le sedute. Questo secondo viaggio durò sei mesi.

Nel lungo arco dei 52 anni del suo Califfato, gli sono accreditate varie altre realizzazioni. Egli guidò i musulmani in politica, soprattutto durante il Movimento di non-cooperazione del Congresso, dedicò la sua attenzione alle lezioni in programma ed a(gli) Harijans e contrastò il movimento “Shuddhi” a Malkanas. Durante la Commissione Simon e le conferenze a Tavola rotonda egli guidò la nazione attraverso i suoi preziosi scritti e discorsi. Al fine di stabilire la pace, la comprensione e la buona volontà nella comunità, egli pose le fondamenta per lo svolgimento di incontri frequenti e regolari del “Giorno dei Fondatori delle Religioni ” , in cui oratori di varie fedi erano invitati a parlare sugli insegnamenti della propria religione da un’unica piattaforma.

Durante il primo anno del suo Califfato, egli scrisse un libro “Haqeeqat-ul-Nabuwwat”, in cui affermava:

“Uomini ignoranti ci biasimano perché, identificando nel Messia Promesso un Profeta, ritengono che noi abbiamo insultato il Santo Profeta dell’Islam (La pace e benedizione di Allah sia su di lui). Come possono mai conoscere il cuore delle persone? Come possono mai capire il grande amore, il profondo affetto e l’alta riverenza che abbiamo per il Santo Profeta (La pace e benedizione di Allah sia su di lui).? Non sanno nulla di come l’amore del Santo Profeta (La pace e la benedizione di Allah siano su di lui) sia penetrato nel mio cuore. Egli è la mia vita, il mio cuore, il mio desiderio. Nella sua schiavitù è il mio onore e portargli le scarpe ha per me più valore di sedere su un trono imperiale. Il controllo dei Sette Continenti è nulla in confronto allo spazzare la sua casa. Egli è il prediletto del Signore – perché non dovrei amarlo? Egli è l’intimo di Dio, perché non dovrei cercare la sua intimità? La mia condizione corrisponde allo spirito nel versetto del Messia Promesso (La pace sia su di Lui):
“Dopo Dio, io sono intossicato dall’amore di Muhammad e se questo è infedeltà a Dio, io sono il più grande degli Infedeli”.

E’ solo l’amore del Santo Profeta (la pace e la benedizione di Allah siano su di lui) che mi obbliga a dimostrare inattendibile la convinzione della totale chiusura del Capitolo della Profezia. E’ un insulto e un affronto al Santo Profeta dell’Islam (la pace e la benedizione di Allah siano su di Lui).

«Allah fa scendere le Sue benedizioni sul Profeta e i Suoi angeli pregano per lui. O voi che credete, anche voi dovreste invocare le Sue benedizioni su di lui e salutarlo con il saluto della pace».[Santo Corano 33:57]